Patreksfjörður si trova all'ingresso meridionale dei Fiordi Occidentali islandesi, una delle regioni abitate più isolate e topograficamente estreme d'Europa. La città conta circa 700 abitanti, ma il suo aeroporto (
BIPA/PFJ) riveste un'importanza strategica sproporzionata in quanto porta d'accesso a una penisola più grande del Belgio, collegata al resto dell'Islanda da un'unica rete stradale, peraltro insidiosa a seconda della stagione. L'aviazione privata non è un lusso in questa zona: spesso rappresenta l'unico mezzo di accesso praticabile.
Le principali attività economiche di PFJ si basano sul turismo di spedizione, sui ritiri naturalistici per clienti facoltosi e sul supporto logistico per le infrastrutture costiere remote. Lodge ultra-esclusivi, spedizioni fotografiche naturalistiche a Látrabjarg, la più grande scogliera per uccelli d'Europa, e l'accesso alla Riserva Naturale di Hornstrandir (raggiungibile solo in elicottero) generano una domanda di nicchia ma costante per i voli charter. I periodi di punta per l'afflusso turistico sono la stagione del sole di mezzanotte (giugno-luglio) e quella dell'aurora boreale (settembre-marzo). La cascata di Dynjandi, uno dei monumenti naturali più fotografati d'Islanda, si trova a circa un'ora di strada dall'aeroporto.
Dal punto di vista operativo, PFJ dispone di un'unica pista asfaltata adatta a turboelica e jet leggeri. I servizi doganali sono disponibili solo previo accordo e, data la natura artica del terreno e le condizioni meteorologiche variabili, si raccomanda vivamente di operare di giorno. I voli di posizionamento prevedono in genere uno scalo a Reykjavik (Aeroporto Nazionale) o a Keflavik (Aeroporto Internazionale), con le tratte successive effettuate da aerei Twin Otter, King Air o PC-12. La pianificazione della missione deve tenere conto delle possibili sospensioni dovute alle condizioni meteorologiche, poiché i Fiordi Occidentali presentano alcune delle condizioni meteorologiche più variabili d'Islanda.