Reykjavik occupa una posizione singolare nell'aviazione nordatlantica. L'aeroporto di Reykjavik (
BIRK/RKV) è uno dei pochi aeroporti cittadini in Europa ancora pienamente operativi per l'aviazione generale, situato a meno di 3 km dal quartiere del Parlamento (Alþingi) e dal principale corridoio alberghiero e commerciale della città, tra Lækjargata e Borgartún. Per gli operatori che effettuano voli tra Europa e Nord America, RKV funge da vera e propria tappa tecnologica transatlantica: rifornimento, riposo dell'equipaggio e dogana disponibili durante il normale orario di apertura, senza la congestione degli slot di Keflavík.
L'economia islandese, sebbene compatta, è fortemente internazionalizzata. Energia, acquacoltura, finanza e un settore tecnologico in crescita sono i pilastri della domanda di viaggi d'affari. Reykjavik ospita le sedi centrali di Marel, Össur, Landsbankinn e Arion Bank, generando un flusso costante di dirigenti di alto livello verso importanti hub europei come Ginevra, Parigi-Le Bourget e Farnborough. La città funge anche da base operativa per tour in elicottero su vulcani e altipiani, missioni di rilevamento aereo e spedizioni scientifiche nell'entroterra.
La stagionalità influenza la domanda presso l'aeroporto di Reykjavik. Il festival musicale Iceland Airwaves (novembre) e il Design March (marzo-aprile) generano picchi di domanda di voli charter. L'estate porta con sé 24 ore di luce e un picco di traffico turistico di individui con patrimoni elevati, che spesso combinano Reykjavik con destinazioni remote del nord come Akureyri ed Egilsstaðir. Le operazioni notturne richiedono un coordinamento preventivo, ma l'aeroporto non ha un coprifuoco formale, il che lo rende flessibile dal punto di vista operativo per gli equipaggi che lavorano in finestre temporali ristrette per le traversate atlantiche.